Il pianeta Terra sembra malato, ma l’uomo lo é di più

Il pianeta sta diventando sempre meno adatto alla vita dell’uomo e conta poco stabilire se sia responsabilità dell’uomo. Si dice che il pianeta Terra sia gravemente malato e necessiti interventi da Pronto Soccorso. Se é così in SOS non ci si chiede chi sia il responsabile di un trauma: si procede immediatamente alle cure.


Le cure immediate di cui necessiterebbe il pianeta sono di tamponamento, poi di terapia ed infine di rieducazione. Sul lettino non possono però essere messe le montagne senza ghiacciai e alberi, non possono essere riversati i mari troppo caldi e nemmeno l’aria delle città affogate nello smog. Sul lettino deve mettersi l’uomo. Si l’uomo, che da possibile responsabile passa ad essere invece l’ammalato grave, da curare d’urgenza.


Il pianeta Terra è malato solo se il suo stato di salute viene rapportato all’uomo, ovvero: il pianeta é ammalato per le necessità di chi ci vive. Poco ci importa dei climi terribili di Marte. Ci interessa il clima della Terra perché all’uomo serve un pianeta a misura d’uomo. La prima cosa da fare perciò è riportare l’uomo a condizioni di vita sulla Terra sicure e sostenibili. Se l’uomo scomparisse dalla Terra a causa del suo clima nessuno si occuperebbe delle condizioni del pianeta. Pertanto si deve procedere così come consigliano in aereo: in caso di emergenza prima si indossa la maschera d’ossigeno e poi ci si preoccupa di aiutare i bambini. La prima cosa da fare per cambiare le condizioni in cui riversa il pianeta è curare l’uomo.

Cure di tamponamento


Il pianeta sembra malato perché é malato l’uomo. La diagnosi é complessa ma un elemento é certo: l’uomo soffre condizioni di diseguaglianza che affliggono quasi tutta la comunità umana. A differenza del passato dove le diseguaglianze di certo c’erano già, oggi l’intera umanità viene illusa della possibilità di conquistare serenità e agio contando su buon ingegno, motivazione e sforzo. Di fatto solo una piccola percentuale dell’umanità raggiunge questo obiettivo, e non perché si ingegni poco o perché non si sforzi. Quella piccola parte di umani che vive agiatamente ha mezzi, leggi e facilitazioni per sopprimere tutti gli altri. 

Il pianeta appare sofferente perché é il luogo dove l’uomo riversa le proprie recriminazioni verso una società che illude ma non permette un’autentica emancipazione dal proprio stato. Meravigliosi scenari,  montati con luci perfette e sfondi da favola, riempiono il nostro quotidiano facendoci pensare che il paradiso sia a portata di mano, in comode rate mensili e possibilmente con il marchio “bio”. E invece più della metà dell’umanità vive in un inferno di povertà, di malattia e indigenza. Nella giornata dedicata alle condizioni di salute del pianeta si vorrebbe sensibilizzare questa parte di umanità, la più grande, ad avere accortezza sull’uso dell’auto ( se ce l’hanno ), del riscaldamento (se avessero una casa) e limitando l’uso della plastica ( addio aiuti umanitari ).

Il fatto preoccupante é che in sala SOS, con il camice bianco ci sono professionisti, con guanti di plastica, che fanno parte dell’umanità che sta bene. Grandissimi consumatori di energia, continuamente in viaggio nelle business class del Boeing super tecnologici, queste persone dovrebbero occuparsi di costruire condizioni di eguaglianza in un mondo che iperconnette i computer ma non le persone. E’ come affidare le proprie sorti al più ricco del vicinato sperando che faccia scelte giuste ed eque. 

In questi giorni Greta Thunberg, una ragazzina di 14 anni, sta facendo sentire la sua voce, forte e potente, proprio sulle sorti del pianeta. E’ quasi commovente vedere come tutta la comunità mediatica parli di lei. Con luci perfette e traduzione in decine di lingue diverse sarà invitata a parlare presso tutte le istituzioni più importanti: Onu, Parlamento Europeo, Gx. Istituzioni che hanno la plastica nel dna non per la loro costituzione molecolare ma per la loro non smaltibilità a lunghissimo periodo, come la plastica. Sono intuili se non dannose, eppure nessuno riesce a eliminarle.

L’inquinamento nasce in quelle sale dove solo gli interessi di pochi riescono a condizionare lo stato di salute del resto dell’umanità e del pianeta intero.
No, non ci si può fidare dei professionisti della cura in sala SOS. La stragrande maggioranza dell’umanità, stanca, disillusa e impoverita dovrà affidarsi alla autoterapia d’urgenza. Dovrà imparare a farsi domande importanti e a darsi risposte serie a questioni ormai di impellenza globale. 

Chi può davvero guidare la barca dell’umanità verso un futuro più salubre sostenibile e giusto? Lo può fare il più ricco del vicinato? Lo può fare chi divide l’umanità invece che unirla? Lo può fare chi promette soldi e privilegi? Lo può fare l’attore comico più famoso? Lo può fare il banchiere, l’industriale, l’avvocato o il giudice? O invece potrebbe essere un’idea chiedere a qualche studioso della società, a qualche economista senza casacca, a persone che si sono contraddistinte per la loro serietà nel lavoro. Perchè i premi Nobel vengono promossi senatori a vita e non ministri o presidenti?

La cura di tamponamento consiste di scelte decise e consapevoli su chi deve governarci verso un futuro più forte e sostenibile. Non é più tempo di soluzioni viste e riviste, di promesse non credibili e di sacrifici solo per pochi. Ora é tempo di riequilibrare le forze e le ricchezze in campo. E se ci sarà la rivolta sociale dei privilegiati che la facciano. La rivoluzione francese é sui libri di testo e si può andare a vedere come é andata a finire.

Terapia


Dopo il tamponamento viene la fase della terapia, e qui si devono mettere in gioco tutti, con consapevolezza che non si può continuare a lasciare il conto in eredità ai nostri figli. Ogni scelta che facciamo deve essere finanziata e compensata da noi stessi, pagando il prezzo dei nostri sbagli oppure traendone il dovuto vantaggio. 
La divisione del mondo in aree chiuse é antistorica. Beni, materiali e ricchezze oggi non hanno confini. Gli uomini si. E’ una follia, ma non é l’unica. Il mondo diviso é un mondo inquinante perché ognuno poi deve venirne fuori come può. La realtà é davanti ai nostri occhi.

Cina, Russia, Africa, Sud America, sono zone del pianeta dove le popolazioni, non i beni, sono state ghettizzate per decenni. Embarghi, sbarre alle frontiere, passaporti bloccati, tutte decisioni che hanno avuto l’unico effetto di fomentare un carico di recriminazione e odio immenso. La Cina per moltissimi anni ha tranquillamente snobbato tutti i ragionamenti climatici perché aveva la determinazione a porsi sul pianeta alla pari di altri grandi potenze. E c’è riuscita.
Il Centro-Sud America é sul limite della rivolta perché per troppi anni ha vissuto assorbendo immigrazione (l’Argentina é mezza italiana…) e ricevendo in cambio pochissimo in termini di partecipazione alle economie mondiali. E poi l’Africa, continente dalle incredibili ricchezze energetiche, minerarie, persino genetiche, ridotto a mendicare “aiuti in casa loro”, perchè considerati invasori da quando hanno eliminato la tratta degli schiavi.

Le genti di queste aree del pianeta inquinano, e continueranno a farlo fino a che non potranno partecipare direttamente alle ricchezze, alle possibilità e ai tavoli delle decisioni importanti. Nell’immaginario europeo sull’Africa, le persone bevono l’acqua con le mani e cucinano sulla legna. Le cose non stanno così. La stragrande maggioranza dell’inquinamento planetario si crea proprio in area Africana, Medio orientale e orientale. La mappa che riporto sotto, documento della Nasa é molto chiara. Mentre discutiamo sulle capacità di controllo dell’inquinamento in Norvegia, tralasciamo Africa, India, Cina e via dicendo.

Rieducazione

Infine, dopo tamponamento e terapia verrà il momento della rieducazione che però non potrà più essere propinata a base di documentari naturalistici e filosofie neo-bucoliche. Dovrà essere donata partendo dall’uomo e dalla consapevolezza che il pianeta non si ammala ma semplicemente consente all’uomo di rovinarsi da solo l’ecosistema di cui lui stesso ha necessità. Il pianeta sopravviverà all’uomo così come sopravviveranno sole luna e tutto l’universo. Il delirio di onnipotenza grazie al quale l’uomo pensa di “curare” il pianeta é frutto di idiota miopia. 
Il pianeta Terra é un grande campo dato in gestione all’uomo perché possa farne un luogo adatto alla vita. Se invece vuole rovinarlo al punto di essere inadatto alla vita stessa sarà un problema solo dell’uomo.

Una risposta

  1. 23/12/2019

    […] che preoccuparsi della privacy o dell’alfabetizzazione informatica. Come dicevo già in questo articolo sullo stato di salute del pianeta Terra, é giunto il momento di occuparsi dell’ambiente che ci […]

Lascia un commento